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AVVISO
Come certamente avrete appreso dagli organi di stampa, lo scorso mese di dicembre il Parlamento, nell’ottica del contenimento dei costi della politica, ha approvato una legge che svuota di ogni competenza le Province. Questo, in buona sostanza, significa una abolizione sostanziale delle stesse. I compiti venuti a cessare verrebbero devoluti alle Regioni e ai Comuni. Si ignora con quali modalità e con che criteri avverrebbe questa ripartizione. Premesso che con questo provvedimento si risparmierebbero circa 110 milioni di euro non i miliardi di euro pomposamente esposti da qualche organo di stampa, per quanto riguarda la nostra realtà, verrebbe meno un soggetto giuridico molto importante che attualmente si occupa di materie di interesse generale quali viabilità, istruzione superiore (gestione delle strutture), smaltimento rifiuti, demanio idrico (concessione captazioni,depurazione, ecc.), agricoltura, caccia e pesca, gestione del territorio (approvazione dei piani di governo del territorio - PGT - dei comuni), problematiche del lavoro, formazione professionale, cultura (biblioteche) ecc. ecc. e questo fatto metterebbe in seria difficoltà gli altri enti istituzionali, in primis i comuni, in quanto verrebbe a mancare un interlocutore locale con il quale è sempre stato attivo un dialogo costruttivo e che da sempre si è fatto portavoce delle istanze dei comuni presso gli enti superiori (Regione e Stato). Della specifica questione si è recentemente occupato il Consiglio Provinciale, il quale, riunito in seduta plenaria con tutti i 78 sindaci, le forze produttive e sindacali della provincia, all’unanimità ha deciso di intraprendere una iniziativa popolare di raccolta firme per contrastare la decisione governativa e per cercare di mantenere in vita la nostra Provincia. Questo passo fa leva su una serie di peculiarità specifiche della provincia di Sondrio, che di fatto la differenziano in modo netto da tutti gli enti circonvicini (il nostro, infatti, è l’unico ente sul territorio nazionale, interamente montano, privo di ogni autonomia – a differenza, ad esempio, della Val d’Aosta e delle province di Trento e Bolzano, territori del tutto simili per quanto riguarda la morfologia ma ben diversi quanto ad autonomia). E’ chiaro che più massiccia sarà la partecipazione e più alte saranno le possibilità che la decisione venga riconsiderata dal Parlamento. Pertanto, tutte le amministrazioni, (e quindi anche la nostra) attiveranno tutte le azioni ritenute opportune affinchè l’iniziativa abbia successo.
Si invitano pertanto tutti i cedraschini cui sta a cuore questa problematica, a voler passare presso il municipio per sottoscrivere la petizione predisposta in modo unanime da tutte le forze presenti nella nostra provincia.
Si ringrazia fin da ora per la preziosa collaborazione. Cedrasco, li 2 febbraio 2012 L’Amministrazione Comunale |