Restauro conservativo dell'affresco
Il dipinto raffigura l'apparizione della Madonna con Gesù Benedicente ed una Santa a due figure maschili, al momento troppo degradate per essere riconosciute. I tratti delle pennellate sono molto semplici ma gradevoli, quasi tutto il dipinto è reso con i contorni delle figure in rosso, non vi sono molte sfumature chiaroscurali, le figure si stagliano da un fondo giallo nel quale si disperdono alcuni angioletti. La parte bassa del dipinto è quasi completamente perduta. Vi sono molte cadute di pellicola pittorica con l'intonaco che le fa da supporto, punti in cui emerge un intonaco sottostante di preparazione evidentemente troppo liscio perchè l'intonachino vi facesse buona aderenza.
L'intervento che si propone consiste nel preconsolidamento della pellicola pittorica seguito dalla pulitura e quindi dalla stuccatura delle lacune più importanti. Laddove la superficie risulta erosa tipo pitting, si propone l'integrazione pittorica a velatura in sottono con l'impiego di acquerelli, in modo da restituire unità di lettura alle immagini.
Non sarà possibile ricostruire le immagini ove le lacune siano tali da non permettere la ricostruzione con certezza, come sulle parti basse del dipinto.
Una volta realizzate tutte le operazioni necessarie al restauro conservativo, si propone la protezione del dipinto dagli agenti degradanti con la stesura di una resina acrilica non filmogena stabile agli UV.
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L'itinerario parte dal posteggio sito in Via Singelle (km 0,0) presso la fermata degli autobus da cui ci si immette a sinistra sulla Strada Provinciale 14 Pedemontana delle Orobie.
Oltrepassato il ponte sul torrente Cervio, ed entrati in comune di Fusine, si svolta a destra (km 02) costeggiando l'argine del corso d'acqua per raggiungere il nucleo rurale di Gherbiscione (km 0,6). Si prosegue quindi per la strada che si snoda tra i campi e giunge all'incrocio con la Strada Provinciale dove si svolta a sinistra (km 1,5) e poi a destra in via Conventi (km 1,7) per poi riattraversare il corso del Cervio (km 2,2).
All'uscita del ponte si svolta a destra in salita (km 2,3) per poi intraprendere a sinistra la via Roma ed arrivare alla Chiesa di Sant'Agostino (km 2,3). Scendendo a sinistra in via Veneto e, lasciate sulla sinistra le caratteristiche architetture rurali di via Singelle, si prosegue fino ad oltrepassare il cimitero (km 2,7).
Ripresa la Strada Provinciale 14 si giunge alla bella Chiesa Di 5. Anna (km 3,0) e poi, sul lato sinistro della strada, al Capitello alle Careggine (km 3,4). Ritornando al paese si costeggia sulla destra il nucleo abitato arrivando all'incrocio dal quale si accede al luogo di partenza (km 4,4).

L' intervento in progetto è volto a restaurare L'ex Mulino Oberti Carmelino, sito in Via V. Veneto all' interno del centro storico di Cedrasco.
Si prevede un intervento conservativo per rallentare il degrado, che in questi ultimi anni si è fatto più preoccupante, soprattutto per quanto riguarda la copertura e i solai. Il restauro conservativo, oltre a rivalutare il fabbricato, conservando le sue originali funzioni, si interessa anche del territorio circostante per rivalorizzare le tradizioni, gli usi e costumi della popolazione locale.
Il progetto rispecchia gli obiettivi e le finalità proposte dal Piano di Recupero del Centro Storico di Cedrasco. L' Amministrazione Pubblica per evitare lo spopolamento, nel centro storico, concede agli abitanti la possibilità di recuperare gli edifici, per nuove abitazioni, limitando l''uso delle aree esterne a vantaggio della salvaguardia del territorio comunale, attraverso interventi di recupero e di cambio di destinazione d' uso. Nello stesso tempo l'amministrazione non vuole giustificare una dissennata speculazione edilizia per i fini abitativi; ma vuole recuperare i valori storici ed artistici dei beni che costituiscono un importante fattore culturale ed ambientale. In quest'ottica si inseriscono dei progetti speciali per favorire il recupero del centro storico e la sua fruizione da parte dei residenti.
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Cedrasco si staccò dall'arcipretale di Berbenno nel 1454 divenendo cosଠparrocchia autonoma con una propria chiesa. L'attuale parrocchiale di Cedrasco è dedicata a S. Agostino e risale al sei-settecento, modificata, ampliata e abbellita su edificio preesistente.
Infatti già nel 1589 il vescovo Ninguarda ricorda che in Cedrasco "vi sorge una chiesa dedicata a S. Agostino vescovo…". Probabilmente Cedrasco anche nel XIV-XV secolo aveva perciò una chiesa e senz'altro sorgeva sul luogo dell'attuale parrocchiale, ma di cui non rimangono più tracce. Attualmente nel comune di Cedrasco nell'omonima parrocchia ci sono quattro chiese. La più antica è la ricordata parrocchiale di S. Agostino; a questa si affianca la chiesa di S. Anna che risale al 1618. vi è poi la chiesetta dell'Immacolata in località Campelli a quota 1264 s/m, risalente al XVIII secolo e per ultima la chiesa dell'Ausiliatrice, in località Gherbiscione, sorta nel 1919.
Cedrasco ha 496 abitanti per una superficie di Ha 1477.
Nel 1589 il vescovo Riguarda annotava che: "A sinistra del paese di Fusine, un miglio più avanti nella zone di Postalesio, vi è un altro paese chiamato Cedrasco con centoquaranta famiglie tutte cattoliche: vi sorge una chiesa dedicata a Sant'Agostino Vescovo e via fa da rettore il sac. Benedetto Robustelli do Grosotto (1)".
I capitoli del 1531 per il parroco di Cedrasco
Qui di seguito si riportano i capitoli sottoscritti dal sc. Sebastiano di Olgiate nuovo parroco di Cedrasco. Sono tolti dal notaio di Caiolo Silvestro d'Ambria e risultano i primi che sono stati trovati a riguardo del curato di Cedrasco.
Si notino le processioni a San Vittore di Caiolo, a San Rocco di Fusine ed a San Gregorio di Berbenno o di Alfaedo, per antichi voti promessi dal popolo di Cedrasco, certamente, visti i santi sopra accennati, in occasione delle ricorrenti antiche ondate di peste.
Durante le domeniche di quaresima il parroco cantava la messa domenicale alla cappellina di Sant'Anna, davanti all'affresco del sec. XVI che ancora si ammira adesso: si ricordi che l'attuale chiesa fu costruita nel 1618 inglobando l'affresco antico.
Ogni prima domenica del mese, il curato doveva cantare messa all'altare della Madonna: la statua di quell'altare doveva essere quella piccola ed antica che si ammira attualmente in una nicchia laterale sinistra della chiesa. Il parroco doveva tenere la scuola ai giovani gratuitamente. Brutale era l'obbligo che si imponeva al parroco di ricevere in canonica una donna onesta, solo una volta al mese, perchà© gli lavasse e gli aggiustasse gli abiti, pena, per ogni trasgressione, la multa di un ducato d'oro.
"In hospitiis" vien tradotto "quando il parroco si ritira": potrebbe forse meglio tradursi "quando va in trasferta in albergo per necessità della parrocchia". Il salario era di oltre 60 lire imperiali da riscuotersi a San Martino.
I capitoli del 1591 per il parroco Antonio Job, impongono le medesime processioni di quelle di 60 anni prima per il parroco Sebastiano e gli stessi impegni verso la chiesa di San Pietro, sono però aggiunte le processioni che si devono fare gratuitamente per implorare la pioggia " causa arriditatis seu sucti". Mancano i 14 legati verso alcuni benefattori della parrocchia come nei capitoli antichi.
Si celebra ancora a Sant'Anna la quaresima e all'altare della madonna ogni prima domenica del mese. per ogni sepoltura l'offerta era di 10 soldi imperiali ed al curato spettava la metà della cera dei funerali. si spiega che i vesperi si devono celebrare in ogni vigilia di festa principale e nei giorni festivi. Il parroco non può assentarsi dalla parrocchia di notte, senza speciale licenza del decano. Non si parla più di domestica mensile, ma si afferma solo che il parroco deve stare lontano dalle donne disoneste. Il salario era di scudi 55 d'oro, da riscuotersi metà alle calende d'agosto e l'altra metà a quelle di gennaio".(2).
NOTE
(1) L. Varischetti, N. Cecini (a cura di), La Valetellina, op. cit., p. 72
(2) G. Da Prada, La Magnifica…,op.cit., Vol. IV, 1985,p.97